Coltivare le erbe aromatiche: trucchi e consigli

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

La facilità di coltivazione è uno dei principali pregi delle piante aromatiche: basta seguire alcune semplici regole di base per farle crescere sane e rigogliose sul balcone o in giardino, in modo da averle sempre fresche per insaporire le proprie ricette.

 

Le erbe aromatiche hanno sempre suscitato un forte interesse nell’ambito della coltivazione casalinga in virtù delle numerose proprietà benefiche e per la particolare adattabilità in fatto di clima e terreno. Sono in grado di sprigionare un profumo intenso e gradevole che rende più piacevole la permanenza in giardino o sul terrazzo, e i loro aromi – conosciuti e usati fin dalla notte dei tempi – sono entrati di diritto anche in cucina per conferire sapore e profumo a piatti di ogni tipo.

Già al tempo dei Sumeri e degli Egizi si sapeva che queste piante profumate godono di ottime proprietà terapeutiche, trovando largo impiego tanto nella medicina tradizionale quanto in quella moderna. Alcune, poi, vantano anche un aspetto grazioso e fioriscono durante la bella stagione, svolgendo quindi un ruolo ornamentale davvero significativo.

Quello che, però, la maggior parte di voi probabilmente non sa è che le virtù estetiche, curative e aromatiche di queste spezie vanno di pari passo con la facilità di coltivazione, purché si rispettino le poche e semplici regole di base, che passiamo a illustrare in questo articolo.

Piante aromatiche in giardino: vantaggi e benefici

La bellezza delle erbe aromatiche in casa non ha nulla da invidiare a quella delle tradizionali specie ornamentali: molte di queste piante, infatti, producono splendidi fiori variopinti che attirano api, farfalle e coccinelle, il che le rende particolarmente indicate per i giardini e gli orti coltivati con metodi biologici.

Dal momento che alcune spezie mediterranee (come il timo, l’origano, il prezzemolo e la salvia) hanno dimensioni e sviluppo contenuti, possono crescere con successo anche in vaso, caratteristica che permette di coltivarle anche in terrazzo, sul balcone o sul davanzale di una finestra soleggiata, dove sarà sufficiente predisporre una fioriera dalla larghezza di 60/70 cm per coltivare 2-3 piantine aromatiche diverse.

In termini di cure colturali, le loro esigenze sono veramente ridotte e anche chi non ha particolare dimestichezza con il giardinaggio può avere successo, almeno con le specie più rustiche. Inoltre, nelle ore più calde della giornata e verso sera sprigionano un aroma talmente intenso e gradevole che vale la pena disporle nelle zone adibite al relax o al consumo dei pasti all’aperto per creare un’atmosfera di piacevole benessere.

Un altro vantaggio di queste piante è che sono facilmente reperibili e costano poco: presso i vivai, nei consorzi agrari e persino al supermercato si possono trovare in vendita erbe aromatiche già pronte per il trapianto e a un buon prezzo, offrendo a tutti la possibilità di costruirsi una piccola collezione. Ancora meno costoso è partire dal seme, visto che le bustine hanno in genere un costo irrisorio e possono dar vita a decine di future piantine.

Le operazioni preliminari

Come già sottolineato, coltivare piante aromatiche in giardino o in vaso è abbastanza semplice, ma prima ancora di cominciare bisogna scegliere il posto giusto dove posizionarle.

Innanzitutto, il terreno in cui le piantine verranno messe a dimora va preparato con cura prima dell’impianto, predisponendo un substrato drenante per evitare dannosi ristagni idrici a livello delle radici. Quindi, la prima cosa da fare è vangare il suolo in profondità, rivoltando le zolle e rimuovendo i sassi più grossi. In caso di terreni particolarmente duri e compatti, una buona strategia è incorporare della torba o uno strato di argilla espansa allo scopo di favorire il rapido deflusso dell’acqua in profondità.

In fase di lavorazione è consigliabile anche interrare un po’ di concime organico a lenta cessione, come il compost, del letame ben maturo, lo stallatico secco o altri fertilizzanti naturali, senza però eccedere. Ricordiamo, inoltre, che la preparazione del terreno va effettuata in inverno se il suolo è pesante e in primavera se ha una natura leggera e friabile.

 

Semina o talee?

Per iniziare a coltivare le piante aromatiche si possono seguire due tecniche:

♦ la semina, consigliata per le specie annuali o biennali che germinano facilmente e non richiedono particolari accorgimenti (come il basilico e l’aneto);

♦ la talea, che consiste nel prelevare una piccola porzione di pianta da mettere a radicare per ottenere un nuovo esemplare del tutto identico alla pianta madre da cui deriva.

Nel primo caso generalmente la semina si esegue in primavera (tra marzo e maggio), ma alcune erbe aromatiche invernali capaci di resistere al gelo (come il rosmarino, la salvia e l’alloro) possono essere seminate anche a fine agosto o inizio settembre. Si può eseguire la semina sia in piena terra sia in semenzaio, ossia in contenitori mantenuti a una temperatura costante di 15-18°C e riempiti con una miscela di torba mista a sabbia leggermente inumidita, per poi trapiantare le piantine in vasi più grandi o in pieno campo allo spuntare della quarta-quinta foglia.

Le talee che si ricavano da rami giovani, bulbi, tuberi o rizomi vanno poste, invece, in vasetti con del terriccio per le semine appena inumidito e lasciate in un ambiente ben illuminato (ma non al sole diretto) e con una temperatura compresa tra 15 e 20°C, avendo premura di bagnare leggermente il substrato con un nebulizzatore quando risulta asciutto. L’attecchimento avviene, in genere, entro tre settimane nel caso delle specie erbacee (melissa, menta e maggiorana) e in un mese per le arbustive.

 

Dieci regole per una perfetta coltivazione delle aromatiche

Una volta piantata la nostra aromatica, gli interventi richiesti si riducono al minimo, visto che queste specie sono solite crescere in maniera spontanea anche in luoghi incolti e difficili.

Le uniche cure necessarie sono le seguenti:

♦ Mantenere il terreno sempre libero dalle erbacce e dalle infestanti, che sottraggono acqua e sostanze nutritive alle piante;

♦ Effettuare periodiche zappettature superficiali del suolo per favorire il drenaggio dell’acqua;

♦ Controllare periodicamente lo stato di salute delle piante per intervenire al bisogno con trattamenti biologici in caso di parassiti o malattie crittogamiche;

♦ Sostenere le specie arbustive dal portamento cespuglioso con dei tutori, effettuando delle periodiche potature per evitare che si sviluppino troppo in altezza;

♦ Rimuovere con frequenza rami secchi, foglie morte e fiori appassiti;

♦ Evitare di bagnare foglie e fiori quando si irriga con l’annaffiatoio;

♦ Affiancare alle perenni più vecchie esemplari giovani in modo da mantenere continuità nell’impiego di ciascuna aromatica;

♦ Mantenere sotto controllo la propagazione incontrollata di alcune specie infestanti (come la menta e la camomilla), delimitando l’area con bordure in plastica o legno fissate in profondità nel suolo;

♦ All’inizio della primavera, lavorare il terreno in prossimità delle perenni effettuando una leggera concimazione organica per favorire la nuova fioritura;

♦ Sempre all’inizio della stagione vegetativa, potare foglie e rami vecchi per agevolare la formazione di nuovi getti.

 

 

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