Quali sono le malattie dell’oleandro e come intervenire

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

Una meravigliosa pianta originaria dell’Asia totalmente velenosa e dotata di petali vistosi e simmetrici, che necessita di piccoli accorgimenti affinché possa crescere forte e rigogliosa.

 

Conosciuta con il nome scientifico di Nerium oleander, si tratta di una pianta facente parte della famiglia delle Apocynaceae e inserita come unica specie nel genere dei Nerium. Probabilmente è originaria dell’Asia ma, essendo stata importata secoli fa, si è ormai adattata perfettamente al clima mediterraneo, dove cresce spontaneamente sotto forma di arbusto.

È davvero molto bello, grazie ai suoi fiori rosa e ai petali simmetrici,  ma che è possibile trovare anche di colore giallo, bianco e rosso. Tuttavia, è necessario sapere che l’oleandro è velenoso in ogni sua parte, dunque è importante fare attenzione se si posseggono animali da compagnia che potrebbero mordicchiare le foglie o i rami.

Tale caratteristica lo rende probabilmente molto resistente alle intemperie: per questo motivo viene coltivato a scopo ornamentale in tutta Italia, anche nelle zone soggette a un forte abbassamento della temperatura durante l’inverno.

Talvolta però, se notate che l’oleandro ha foglie gialle o altre alterazioni del colore, è possibile che abbia una carenza di minerali dovuta a un’esposizione prolungata al sole senza acqua. La corretta innaffiatura con un tubo per irrigazione potrebbe risolvere il problema, tuttavia, se questo persiste la causa si potrebbe imputare all’attacco di un parassita.

In questo articolo vi spiegheremo come riconoscere le malattie dell’oleandro in vaso, le cure e la prevenzione da effettuare annualmente prima della fioritura, affinché la pianta possa affrontare senza difficoltà la stagione estiva.

Malattie dell’ oleandro più comuni

Come abbiamo accennato, l’oleandro è una pianta davvero bella e che necessita di poche attenzioni anche se si sceglie di coltivarla in vaso. Tuttavia, è bene controllare sempre lo stato delle foglie e dei fiori, per evitare la comparsa di malattie o infestazioni da parassiti.

Rogna

Si tratta di una delle patologie più comuni provocata da un batterio chiamato Pseudomonas savastanoi, che si insinua all’interno della pianta tramite delle fessure e dei piccoli tagli disposti sui rami. Può causare la comparsa di rigonfiamenti e tumori sia sui fiori di oleandro, sia sulle foglie degli esemplari più giovani e in fase di crescita. Non vi è una vera e propria cura, tuttavia è possibile prevenirne la comparsa utilizzando dei prodotti a base di rame dopo la potatura.

Septoriosi

È determinata da un gruppo di miceti dell’ordine dei Septoria e provoca la comparsa di macchie brune o nere simili a delle bruciature. Può arrecare la perdita delle foglie e se non trattata in tempo potrebbe portare la pianta alla morte. L’unico rimedio, oltre alla prevenzione tramite prodotti a base di rame, prevede il controllo delle annaffiature e del ristagno di acqua, in cui il batterio prolifera.

Oidio

Conosciuto anche come mal bianco, è una particolare patologia causata da un fungo appartenente al genere dei Oidium. Provoca la comparsa di una polvere bianca su tutta la superficie delle foglie, che a lungo andare si seccano e assumono una colorazione giallo brunastra. Per contrastarla si utilizzano antimicotici a base di zolfo o rame, inoltre, il modo migliore per prevenirla è posizionando la pianta in un luogo arieggiato, ed evitare i ristagni di acqua utilizzando argilla espansa durante il travaso.

 

Marciume radicale fibroso

Un’altra spiacevole patologia che può colpire l’oleandro è causata dall’attacco del fungo chiodino, conosciuto con il nome scientifico di Armillaria Mellea. Anche in questo caso la ragione scatenante potrebbe essere il ristagno di acqua e l’eccessiva umidità. I sintomi più lievi sono rappresentati dall’ingiallimento delle foglie e dalla loro conseguente caduta, tuttavia, il micete può insinuarsi anche all’interno dei rami, provocandone la necrosi e la marcitura di tutta la pianta. L’unico rimedio è l’asportazione degli arbusti malati e la disinfestazione di quelli ancora sani con prodotti a base di rame.

 

Malattie rare

Bruciatura fogliare

Se il vostro oleandro in vaso ha le foglie gialle, la prima cosa da fare è controllare lo stato del terreno: se molto secco, probabilmente la pianta ha sofferto la sete e necessita di annaffiature più abbondanti. Tuttavia, se dopo alcuni mesi tale problema dovesse persistere, colpendo tutto il cespuglio che sembrerà completamente bruciato, è probabile che la causa sia dovuta a un batterio, che insinuatosi all’interno dei rami ne provoca una lenta disidratazione.

Purtroppo sembra che nessun prodotto specifico possa migliorare la situazione, e che nel giro di pochi anni, nonostante gli accorgimenti e le potature, l’oleandro morirà. Per fortuna si tratta di una patologia molto rara, tuttavia, se doveste accorgervi della sua presenza è importante rimuovere tutte le piante infette, per evitare che possano contagiare quelle vicine

Parassiti

Durante la stagione estiva, a causa del caldo torrido, l’oleandro giallo, ma anche quello bianco o rosa, può divenire facile preda degli insetti, che se non eliminati in tempo potrebbero portare al totale deperimento della pianta.

Il ragnetto rosso è uno di questi: si tratta di un piccolo aracnide che può infestare e succhiare la linfa vitale dell’arbusto portando alla necrosi dei tessuti. Per fortuna si riesce a identificare molto facilmente a causa della sua colorazione, tuttavia, è necessario trattarlo in fretta tramite l’utilizzo di insetticidi specifici affinché non possa diffondersi.

Gli afidi dell’oleandro invece, che possono causare la fuoriuscita di melata e attrarre altri parassiti e funghi, sono dei piccolissimi rincoti di colore verde chiaro non sempre facili da vedere, che potrebbero attaccare sia le foglie sia i fiori provocandone la caduta.

Alcuni vivaisti consigliano l’utilizzo di prodotti specifici, tuttavia, trattandosi comunque di agenti chimici, in alternativa è possibile provare a contrastarli posizionando delle coccinelle sulla pianta, predatori naturali degli afidi.

Infine, un altro nemico comune dell’oleandro è rappresentato dalle cocciniglie cotonose, le quali rilasciano una sostanza bianca e polverosa sulle foglie molto simile a dei batuffoli di cotone. Il trattamento consiste in una pulizia di tutta la superficie del fogliame tramite un cottonfioc imbevuto di alcol, oppure in lavaggi con acqua e sapone neutro.

Prevenzione

Il modo migliore per evitare che l’oleandro bianco, rosa, rosso o quello giallo possano diventare preda dei parassiti o essere colpiti da una malattia fungina, è importante controllare sempre le annaffiature. Entrambi gli agenti patogeni infatti amano l’umidità e i ristagni di acqua, ed è per questo che è necessario evitare questi ultimi affinché la pianta possa vivere tranquilla. Anche la potatura è importante e va svolta con cognizione, affinché tutto l’arbusto possa respirare adeguatamente.

 

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10 COMENTARIOS

Leonardo

August 29, 2022 at 11:37 am

Ho una pianta di Oleandro di circa 20 aa , che da alcuni anni non riesco a guarirla dalla “Fumaggine”. Sulle foglie ci sono riuscito ( poltiglia bord.), ma sul legno mi riaffiora di continuo. Cosa mi può consigliare ?

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ProjectManager

September 16, 2022 at 2:12 pm

Salve Leonardo,

se hai già utilizzato la poltiglia bordolese senza ottenere alcun risultato, puoi provare a eliminare la fumaggine dai fusti effettuando un lavaggio, con getti consistenti, a base di acqua e sapone molle di potassio o di Marsiglia, spruzzando il composto (preferibilmente nelle ore serali) sulle parti della pianta colpite dai parassiti. Esegui il trattamento per un paio di settimane ogni tre giorni e monitora costantemente la situazione. Se dopo il trattamento il problema si ripresenta, come ultima opzione ti consigliamo di lavare la pianta con una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio in rapporto 1:1.

Saluti
Team GF

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Ornella

July 29, 2022 at 9:24 pm

Ho acquistato un oleandro bianco in vaso piccolo per le dimensioni della pianta che ho rinvasato. Questo da dieci gg ca. Oggi ho trovato foglie gialle con macchie marroni. Devo acquistare un antiparassitario a base di rame e seguire le istruzioni di utilizzo? Grazie

Respuesta
ProjectManager

August 12, 2022 at 8:26 am

Salve Ornella,
Visto che i sintomi descritti sono associabili alla Septoriosi (Septoria oleandrina), una malattia fungina molto frequente che causa ingiallimento e necrosi fogliare, consigliamo di trattare la pianta con prodotti antimicotici a base di rame (come la Poltiglia Bordolese) od olio di Neem, da utilizzare secondo le dosi e le modalità indicate sulla confezione. Nel frattempo, per impedire l’ulteriore propagarsi della malattia, elimina con cura le foglie già colpite ed evita i ristagni idrici (l’umidità favorisce lo sviluppo del fungo), irrigando preferibilmente con acqua non troppo fredda e poco calcarea.

Saluti
Team GF

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Stefania

July 7, 2022 at 4:56 pm

Salve, i miei oleandri hanno i seguenti problemi: le foglie diventano con aspetto di superficie biancastra. Sono esposti mezza giornata a sole diretto, li innaffio quasi tutte le sere. Di cosa si può trattare? E come devo intervenire? Grazie mille!

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ProjectManager

July 21, 2022 at 9:02 am

Salve Stefania,

in genere la comparsa di patine bianche sulla superficie fogliare degli oleandri è un sintomo riconducibile allo Oidio (o Mal bianco), una malattia fungina causata da un fungo appartenente alla famiglia Erysiphaceae e al genere Oidium, che sottrae sostanze nutritive alle piante. In questo caso, il trattamento ideale è lo zolfo, che si può trovare in commercio sotto forma di granuli idrodispersibili. È sufficiente spargere un piccolo quantitativo di prodotto, miscelato ad acqua secondo le dosi riportate sulla confezione, direttamente sulla vegetazione mediante uno spruzzino o un soffietto. Il trattamento andrà ripetuto una volta la settimana, fino alla completa scomparsa del fungo.

Saluti
Team GF

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Cicci

June 4, 2021 at 7:26 am

Interessante ma i miei oleandri hanno problemi diversi. Le foglioline nuove e anche i primi boccioli diventano neri e secchi, allego foto. Ho dato il verde rame ma senza successo.

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ProjectManager

June 7, 2021 at 10:20 am

Salve,

dunque, a giudicare dalla foto, con molta probabilità dovrebbe trattarsi di una malattia fungina. Se la necrosi di germogli e foglie è avvenuta di recente (a inizio primavera) può essere septoriosi, un’affezione crittogamica dovuta al fungo patogeno Septoria oleandrina, oppure un marciume radicale fibroso causato dal fungo Armillaria mellea, che provoca l’ingiallimento e la conseguente filloptosi del fogliame.
In entrambi i casi conviene innanzitutto potare le foglie che mostrano maggiori segni di deperimento per impedire che l’agente fungino intacchi anche quelle sane e i nuovi boccioli, dopodiché occorre controllare che il sito di coltivazione (vaso o piena terra) non presenti ristagni idrici. Fatto questo, bisogna posizionare la pianta in un luogo ben ventilato (con temperature non inferiori ai 5°C e non superiori ai 30°C) e rimuovere la terra dalle prime radici fino al colletto, praticando un leggero sconcamento. Dopo un paio di giorni ti suggeriamo di eseguire un trattamento disinfettante con sali rameici, da distribuire sulla zona delle radici e del colletto seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
Se la situazione non dovesse migliorare, dovresti rivolgerti a un vivaio specializzato o un giardiniere esperto per valutare a fondo il problema e trovare una soluzione idonea.

Saluti

Team GF

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Carla Daniela

May 27, 2021 at 8:36 am

Le foglie poco per volta diventano gialle e cadono, sapete darmi una spiegazione?

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ProjectManager

May 31, 2021 at 8:28 pm

Salve Carla,

le foglie gialle degli Oleandri possono essere sintomo di varie problematiche. Alle volte, infatti, può trattarsi di un semplice stress idrico dovuto a eccessive annaffiature, nel qual caso consigliamo di controllare il drenaggio del vaso o della zona in piena terra in cui la pianta è stata messa a dimora: se il ristagno è eccessivo, si dovrebbe rinvasare l’Oleandro in un vaso più profondo e capiente, mettendo sul fondo uno strato alto due centimetri di argilla espansa per favorire il deflusso dell’acqua in eccesso. In altri casi, invece, può trattarsi di una carenza di sali minerali, di cui la pianta necessita per crescere sana e rigogliosa, oltre che per proteggersi dalle malattie crittogamiche e dall’attacco di parassiti. In questo caso raccomandiamo di spargere un concime granulare a lenta cessione vicino alle radici nel periodo di tra marzo-aprile o settembre-ottobre.

Saluti

Team GF

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