Come prevenire e combattere la peronospora, principale malattia della vite

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

Tra le minacce più importanti dei vigneti c’è sicuramente la peronospora, perciò qui di seguito ecco alcuni metodi per curare ed evitare qualsiasi danno.

 

Dalla fine del 1800 abbiamo ereditato una delle più brutte malattie della vite, arrivata per la prima volta in Europa dalle coltivazioni del nord America. Stiamo parlando del Plasmopara viticola, un fungo che provoca i danni che scientificamente appartengono alla peronospora.

Tra i veicoli principali c’è sicuramente il vento ma anche la pioggia può contribuire nello spargimento della spora.

Quando lo sporangio giunge sulla superficie liquida, rilascia tutto il suo contenuto, infettando la foglia e cominciando a svilupparsi tra tutte le cellule vegetali. Chiaramente, questa, è una spiegazione molto basilare, ma ci serve come introduzione per comprendere come i vigneti entrano in contatto con questa malattia.

In genere, poi, per poterla eliminare si devono eseguire alcune operazioni con il troncarami, seguendo alcune accortezze che spiegheremo nei prossimi paragrafi. Quindi, seguiteci con la lettura dei prossimi paragrafi per scoprire il metodo migliore per combattere la peronospora.

Quali sono i danni che può causare?

Non tutti sanno che questa spora può causare una perdita del raccolto fino al 100%, perciò è piuttosto importante poterla eliminare. Le foglie della vite iniziano a presentare delle macchie clorotiche, simili a quelle provocate dall’olio. C’è però da sottolineare che non tutte vengono attaccate in questo modo, perché i danni maggiori dipendono anche dall’età della pianta: quelle che vanno da 3 cm in su sono più suscettibili.

Per quanto riguarda i tralci, quando sono ormai infetti tendono a presentare un’ipertrofia unilaterale. Sui grappoli, invece, si presentano alcune macchie livide evidenti, che daranno una forma a “s” al frutto. Gli acini, infatti, tendono a seccare e quindi a cadere: ecco come una coltivazione intera può essere rovinata.

Ma questo non è tutto, perché dopo l’allegagione si possono presentare anche due sindromi alternative: una in primavera e l’altra in estate. La prima è caratterizzata da marciume bianco, la seconda è invece lontana dalla fioritura, perciò il marciume è di colore scuro.

Cosa favorisce la crescita

Altrettanto importante per cercare di capire come attecchisce questa malattia, è sapere le fasi di incubazione, nonché l’ambiente favorevole. Innanzitutto, dopo la penetrazione della spora all’interno dei tessuti vegetali, segue un periodo che va da 4 a 15 giorni. Questo è il momento dell’incubazione, che darà vita alle macchie tipo olio che abbiamo anticipato nel paragrafo precedente. L’ambiente ideale per la proliferazione e la crescita della peronospora è in genere quattro ore di buio a una temperatura di 18/22 °C.

Altrettanto fondamentale in questo processo è l’umidità, che deve aggirarsi sul 96%. Dopo queste fasi di incubazione e di formazione della muffetta bianca, potrebbe verificarsi anche la sporulazione, cioè la nascita di nuove infezioni secondarie. La peronospora tende a svernare nel terreno, ed è proprio quando giunge la primavera che dà vita a quelli che saranno i problemi più importanti.

 

Come prevenirla

Poter evitare un attacco del genere non è solo importante ma fondamentale per proteggere il proprio raccolto. Lo strumento più efficace che possiate adottare è proprio quello di prevenire la formazione della peronospora. Chiaramente, questo richiede attenzioni molto complesse e spesso eccessivamente costose, nonché la programmazione di un calendario dei trattamenti della vite, osservando anche lo stadio fenologico. A ogni modo, possiamo suggerirvi di operare seguendo queste indicazioni, basate sui dati che abbiamo elencato precedentemente.

Innanzitutto, è fondamentale contenere il livello di umidità togliendo i ristagni di acqua e gestendo il terreno con la pratica dell’inerbimento, limitando anche la quantità di azoto, che non dovrà mai eccedere. In più, è bene eliminare i giovani tralci che crescono alla base dei fusti, perché sono i punti più facili da raggiungere per gli inoculi della peronospora.

Questi sono tutti accorgimenti che potranno esservi utili per evitare di dover spendere molto o di perdere l’intera coltura. Qualora non sappiate come effettuare il taglio delle cosiddette femminelle, chiedete sempre aiuto a un agronomo professionista, che vi indirizzerà sia sulla modalità migliore, sia sulla forma perfetta da lasciare.

 

Peronospora: rimedi naturali e non

Il problema di questa malattia della vita l’abbiamo già assodato, e così anche le modalità principali di prevenzione. Ma cosa fare quando il proprio vitigno è ormai stato attaccato? Ebbene, in questi casi potrete adoperare alcune soluzioni, che vi spiegheremo a breve.

Innanzitutto è bene riconoscere tutte le parti secche o colpite da muffe, quindi adoperare dei fungicidi a base di rame facilmente acquistabili in commercio.

Questi prodotti sono consentiti in agricoltura biologica, perché rappresentano un elemento naturale che limita la crescita della peronospora, infine uccidendola. La periodicità del trattamento dovrà essere congruente alla tipologia di prodotto utilizzato, secondo le indicazioni riportate in etichetta. Per adoperare i fungicidi dovrete diluirli in acqua e spruzzare direttamente sulle fronde delle viti.

Il colore blu del prodotto vi permetterà di riconoscerlo subito sulla pianta, così saprete senza dubbio se l’avete già trattata e protetta. Questo rimedio è quindi considerato a metà tra il naturale e il chimico, ma non per questo significa che nuocerà alla vostra agricoltura.

Infatti, l’uva che raccoglierete potrà comunque essere mangiata o utilizzata per altre operazioni. Altra cosa, invece, qualora decideste di utilizzare prodotti chimici più aggressivi, che inevitabilmente distruggono la vite. 

Un ultimo rimedio è invece quello di tagliare direttamente le parti colpite, ma questa soluzione è adatta solamente qualora non fosse ormai contagiata l’intera coltura. Anche perché presuppone che dobbiate perdere un po’ di tempo per studiare ogni foglia e tralcio e per eliminare uno alla volta.

In conclusione, come potete vedere, è sempre bene prevenire invece che curare, partendo avvantaggiati su tutta la linea e proteggendo completamente la vite che avete fatto crescere con tanta attenzione. 

 

 

DEJA UN COMENTARIO

2 COMENTARIOS

Massimo Bozzalla Canalino

November 22, 2021 at 5:57 pm

Vi segnalo che la prima fotografia non ritrae una foglia di vite colpita da peronospora. Può trattarsi di un attacco di cecidomia, un insetto, o di erinosi provocata da acari i cui effetti sono molto simili fra loro e difficilmente distinguibili ma completamente diversi dai sintomi che presentano le foglie colpite da peronospora.
Inoltre non è condivisibile il consiglio di prevedere trattamenti settimanali: si tratta di una lotta a calendario ormai superata :meglio adottare una lotta guidata che prevede trattamenti solo quando vi siano le condizioni favorevoli per lo sviluppo del patogeno.
Prof. Massimo Bozzalla ,docente di Viticoltura in Istituto Agrario

Respuesta
ProjectManager

November 23, 2021 at 4:56 pm

Gentile Professor Massimo Bozzalla,

innanzitutto La ringraziamo per i suoi preziosi consigli, che contribuiscono a migliorare la qualità e i contenuti del nostro sito.
Dopo aver preso atto delle sue segnalazioni, sarà nostra premura apportare le dovute modifiche alle informazioni e alle immagini dell’articolo in questione, così da fornire ai lettori notizie più corrette e approfondite. Ringraziandola nuovamente per l’interesse dimostrato, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Team GF

Respuesta