Potatura verde della vite: si esegue così

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

Spieghiamo tutte le fasi necessarie alla regolazione della chioma e la crescita dei grappoli di uva, tutto quello che vi serve sono delle buone cesoie e, naturalmente, il nostro articolo.

 

La potatura verde è la regolazione della chioma delle viti e viene eseguita per favorire la crescita dei grappoli d’uva. Volendo spiegare in parole povere, prima di entrare più nel dettaglio, possiamo dire che viene regolato il numero dei tralci e la disposizione così da favorire la maturazione del frutto. In sostanza si elimina una parte dei tralci lasciando solo quelli giudicati idonei alla produzione. 

Così facendo si ottengono tre vantaggi: il primo è che l tralci non si intrecciano (cosa che complicherebbe la crescita dell’uva), il secondo è che i grappoli ricevono la necessaria esposizione ai raggi del sole e infine il terzo vantaggio, ossia, che si distribuiscono meglio le sostanze antiparassitarie.

 

La potatura verde per fasi

Dopo aver introdotto la potatura verde e spiegato per sommi capi in cosa consiste, andiamo a vedere con ordine quali sono l varie fasi in modo tale che i nostri lettori possano metterle in pratica. Come prima cosa si fa la spollonatura ovvero l’eliminazione dei polloni cresciuti nella parte bassa della vite. Perché vanno eliminati? Perché i polloni, sebbene non producano uva, traggono nutrimento dalla pianta. 

Questa operazione va eseguita quando i germogli sono ancora piccoli con una misura tra i 10 e i 15 cm. La fase successiva è quella della scacchiatura che consiste nell’eliminazione dei germogli in eccesso. Tale operazione migliora l’aerazione e il passaggio della luce, di conseguenza vanno lasciati solo i tralci che produrranno i grappoli unitamente a quelli che serviranno per la produzione dell’anno seguente.

La terza fase è la defogliazione. Come suggerisce il nome, bisogna eliminare le foglie che coprono i grappoli. L’operazione comporta diversi benefici per la pianta a cominciare da una migliore circolazione dell’aria ma anche un maggior accumulo di polifenoli importanti per la colorazione e l’aroma tanto dell’uva quanto del vino che se ne ricava. Bisogna precisare che la defogliazione non è adatta per quei luoghi caratterizzati da un clima molto caldo poiché l’insolazione per i grappoli sarebbe eccessiva.

Quando si tagliano i tralci che sono cresciuti troppo si parla di cimatura del vigneto, in particolare bisogna tagliare la parte terminale delle femminelle e dei tralci. L’operazione di cimatura va portata a compimento entro giugno in modo tale che la vite possa sviluppare le femminelle necessarie all’ingrossamento e maturazione dell’uva.

Altra operazione da fare è la legatura della vegetazione, in pratica si lega il capo a frutto su un filo posto in posizione orizzontale  sostenuto da dei pali. La legatura della vegetazione svolge due compiti: il primo è di favorire la distribuzione omogenea della linfa ai germogli, il secondo invece, è tenere la pianta ordinata.

Per avere una maturazione uniforme dell’uva si fa il diradamento dei grappoli. Tale pratica trova sempre maggiore impiego poiché favorisce la produzione di vini dall’elevato standard qualitativo.

Gli attrezzi necessari alla potatura

Di quali attrezzi bisogna disporre per eseguire la potatura delle viti? Per rispondere bisogna chiarire che ci sono due sistemi: la potatura manuale  e quella meccanica. Nel primo caso ciò che serve sono le migliori cesoie, nel secondo c’è bisogno di macchinari appositi. Ad ogni modo il metodo manuale è il più indicato per la potatura verde. 

È importante che la lama delle cesoie sia sterilizzata, è sufficiente un po’ di alcool etilico prima del taglio. Controllate sempre che le lame siano affilate. Se durante il taglio notate che la sforbiciata è difficoltosa, significa che è il momento di pulire e lubrificare le cesoie.

 

 

 

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