Come coltivare la camomilla in vaso e caratteristiche della pianta

Ultimo aggiornamento: 06.10.22

 

Conosciuta e apprezzata per le sue proprietà calmanti e lenitive, la camomilla è un’erbacea annuale che cresce spontanea in tutta Italia, ma che può essere coltivata facilmente anche in vaso o nel proprio orticello. Dalla semina al raccolto, ecco tutte le indicazioni per la coltivazione di questa straordinaria pianta officinale.

 

La camomilla è conosciuta prevalentemente per essere l’ingrediente principale di infusi e tisane rilassanti da assumere prima di coricarsi allo scopo di favorire l’addormentamento. Coltivarla non è particolarmente difficile, poiché si tratta di una pianta erbacea che cresce facilmente allo stato spontaneo, soprattutto nei terreni incolti e sui prati di montagna. Tuttavia, per quanto sia robusta e resistente, la sua coltivazione richiede pazienza e attenzione, unite al rispetto di alcune regole fondamentali che descriviamo in questo articolo.

 

Pianta camomilla: caratteristiche e descrizione

La camomilla, il cui nome botanico è Matricaria chamomilla, è un’erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Composite, con fusto eretto e ramificato che può raggiungere un’altezza massima di circa 50 cm.

Le sue foglie bipennate sono divise in lacinie filiformi e presentano un colore verde chiaro molto intenso. Le infiorescenze, costituite da piccoli capolini riuniti in corimbi che sbocciano da maggio a settembre, sono molto numerose e particolarmente profumate. Allo stato selvatico, si trova con facilità in ogni zona d’Italia su terreni asciutti e limosi, crescendo senza difficoltà soprattutto nei campi incolti e lungo i sentieri di campagna.

Viene spesso confusa con un’altra varietà affine (la Chamomilla inodora o falsa camomilla) che, seppur molto simile nella forma e nell’aspetto, si differenzia per la mancanza di aroma e per avere i capolini pieni anziché vuoti.

Sebbene i fiori della camomilla siano facilmente reperibili in erboristeria e sugli scaffali dei supermercati sotto forma di preparati per infusi e bustine monodose, coltivare la camomilla sul balcone o nel giardino è molto semplice e alla portata di tutti.

 

Tipi di camomilla

Le camomille coltivate in Italia sono costituite principalmente da esemplari autoctoni e raramente da cultivar selezionate. Tuttavia, in commercio non è difficile reperire anche varietà straniere diploidi (Bona, Soroksari 40, Degumill e Mandirituba) o tetraploidi (Goral, Bodegold, Lutea, Tonia, Margarita, Promik, Lazur e Manzana).

Le prime presentano capolini più piccoli e giallastri che ben si prestano alle manipolazioni durante l’essiccazione, mentre le seconde vantano una maggiore concentrazione di oli essenziali e una fragranza più intensa.

Anche se appartiene alla stessa famiglia delle Composite, la camomilla romana (Anthemis nobilis) è una specie diversa dalla camomilla matricaria, poiché si tratta di una pianta erbacea perenne che si propaga prevalentemente per divisione dei cespi (la semina è quasi sempre sconsigliata).

Inoltre, a differenza della camomilla comune, è preferibile raccogliere ed essiccare solo i capolini fiorali (e non tutta la pianta) man mano che fioriscono nel corso dell’estate, soprattutto nei mesi di luglio e agosto che corrispondono al tempo balsamico.

Coltivare camomilla: clima e terreno adatti

Come dicevamo, la camomilla è facilmente coltivabile sia in pianura sia nelle zone collinari, a patto però che si scelgano siti ben esposti al sole. Anche se la pianta cresce senza difficoltà su quasi tutti i tipi di terreno, preferisce quelli asciutti, poveri e anche leggermente calcarei.

Prima della semina o della messa a dimora delle giovani piantine, consigliamo di interrare un po’ di concime organico (compost, letame ben maturo, stallatico secco o altri fertilizzanti naturali) per arricchire il suo di sostanze organiche che favoriranno la crescita e la fioritura delle piante.

 

Come seminare la camomilla

Al pari della coltivazione, anche la semina della camomilla è molto semplice e si può effettuare sia in pieno campo sia in grossi vasi da esterno rettangolari, dotati di fori per il drenaggio dell’acqua irrigua.

La sua moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi oppure utilizzando i semi prelevati dai capolini di camomilla prima della sfioritura, lasciandoli germinare in semenzaio in piena estate per poi trapiantare i giovani esemplari a dimora all’inizio dell’autunno.

Se, invece, si vuole seminare la camomilla in piena terra, sarà sufficiente distribuire i semi a spaglio per ottenere un bel manto di fiori che copra uniformemente tutta la superficie interessata.

In questo caso, l’operazione andrà eseguita in primavera, addizionando ai semi di camomilla un po’ di sabbia in modo da effettuare una distribuzione uniforme. Allo spuntare delle prime foglioline, si effettua un diradamento che lasci circa 15-20 cm di spazio tra una pianta e l’altra, in modo che possano ramificarsi bene e ricevere la quantità di luce di cui hanno bisogno per un corretto sviluppo.

Cure colturali

Nel corso della germinazione e fin quando le piante non sviluppano un adeguato apparato radicale, la camomilla ha bisogno di umidità costante (ma non eccessiva); in seguito, invece, resiste bene alla siccità e si potrà ridurre la frequenza delle innaffiature a quanto basta affinché il terreno rimanga appena umido.

Oltre a questo, la pianta non necessita di particolari cure colturali, se non una regolare sarchiatura del terreno alla base per favorire il drenaggio dell’acqua irrigua e rimuovere le malerbe che potrebbero ostacolarne lo sviluppo.

 

Come essiccare la camomilla

Anche se tutta la pianta di camomilla è molto profumata, in genere vengono utilizzati solo i capolini, che andranno raccolti in piena fioritura (dalla primavera inoltrata fino a tarda estate) perché maggiormente ricchi di principi attivi e più aromatici.

A ogni modo, è possibile sia raccogliere solo il fiore di camomilla sia recidere la pianta alla base per conservarla in mazzi ed essiccarla per 2-3 giorni in un ambiente asciutto, ombroso e ben ventilato per impedire la formazione di muffe.

Una volta essiccata, si separano i fiori e si mettono in barattoli di vetro con chiusura ermetica, da conservare in un luogo buio, fresco e asciutto.

 

Camomilla: proprietà terapeutiche e utilizzi

Tutti, bene o male, conosciamo le proprietà calmanti e lenitive di questa pianta medicinale, visto che sono davvero poche le persone che non abbiano fatto ricorso almeno una volta all’infuso che si ricava dai fiori di camomilla per alleviare nevralgie, coliche, dolori mestruali, mal di stomaco, stati ansiosi e insonnia.

Oltre alla preparazione di tisane e bevande rilassanti, la camomilla essiccata può essere impiegata anche per la preparazione di liquori e come aromatizzante per semifreddi e gelati.

Dal punto di vista cosmetico, il suo impiego più noto è come schiarente per i capelli, ma grazie alle sue proprietà emollienti, lenitive e antimicrobiche, viene spesso usata in campo dermatologico per la realizzazione di creme e pomate da applicare, come impacco, sulla pelle arrossata per trattare le infiammazioni e le irritazioni cutanee.

Tuttavia non mancano alcune controindicazioni: l’infuso è, infatti, sconsigliato a chi soffre di dissenteria e alle donne in allattamento, e se ne raccomanda l’assunzione lontano dai pasti per non diluire i succhi gastrici impegnati nella digestione.

 

 

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