Come funziona e quanto consuma un camino a bioetanolo

Ultimo aggiornamento: 13.06.24

 

Stai valutando l’acquisto di un bel camino? Tra i modelli più interessanti ci sono indubbiamente quelli a bioetanolo. Cerchiamo di conoscerli meglio, evidenziandone pro e contro.  

L’acquisto di un camino consente di dare un tocco in più all’ambiente. Ma la scelta è tutt’altro che facile, visti i tanti modelli presenti sul mercato. Siete orientati verso camini eleganti o più essenziali? Alimentati a legno, a carbone o con bioetanolo? In questa pagina vogliamo soffermarci proprio su quest’ultima tipologia, per scoprirne funzionamento, pregi e difetti. 

 

Cos’è il bioetanolo?

Il bioetanolo è un tipo di alcol che viene prodotto attraverso la fermentazione di materie vegetali, come il mais, la canna o la barbabietola da zucchero, il grano e altri cereali o piante ricche di glucosio. Questo processo è noto come produzione di etanolo da biomassa.

Ma come si ottiene? Le piante selezionate vengono coltivate e raccolte in base alla loro idoneità per la produzione di bioetanolo. Possono essere utilizzate intere o solo alcune parti specifiche, così da ottenere quella che viene definita biomassa che viene poi sottoposta a vari processi di pre-trattamento (come la macinazione, l’essiccazione e la lavorazione chimica o termica) per rimuovere impurità e rompere la struttura cellulare. Dopo una serie di ulteriori trattamenti (idrolisi e fermentazione), si effettua una distillazione della biomassa, così da separare l’etanolo dal resto dei componenti. 

Il processo di produzione del bioetanolo può variare leggermente a seconda delle materie prime utilizzate e delle tecnologie specifiche impiegate. Tuttavia, l’obiettivo finale è quello di ottenere etanolo da fonti rinnovabili e sostenibili, riducendo così la dipendenza dai combustibili fossili e le emissioni di gas serra associate.

 

Vantaggi di un camino a bioetanolo

Il funzionamento di un camino a bioetanolo è abbastanza semplice. Al suo interno è presente un bruciatore che viene riempito con il bioetanolo liquido. Quando si accende il camino, l’alcol viene riscaldato e trasformato in vapore che viene quindi bruciato all’interno del bruciatore, generando fiamme che creano l’effetto visivo di un vero fuoco.

Ma quali sono i vantaggi di un prodotto di questo tipo? Tanto per cominciare è molto semplice da sistemare in casa, perché non richiede l’installazione di una canna fumaria o di un sistema di ventilazione complesso. Questo semplifica notevolmente il processo e permette di posizionare il camino in diverse aree della casa senza limitazioni strutturali.

Inoltre durante la combustione, i camini di questo tipo producono principalmente anidride carbonica e vapore acqueo, senza emettere fumo, fuliggine o sostanze nocive per l’ambiente o la salute. I modelli a bioetanolo, poi, offrono un controllo preciso del calore emesso e dell’intensità delle fiamme, sono disponibili in una vasta gamma di stili e design – il che consente di integrarli facilmente nell’arredamento e nell’estetica della casa – visto che possono essere sospesi a parete, incassati o persino portatili. Inoltre creano un’atmosfera accogliente e romantica con le loro fiamme danzanti. 

Efficienza energetica 

I camini a bioetanolo sono in genere più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelli tradizionali. Siccome non vi è dispersione di calore attraverso una canna fumaria o il rilascio di calore incombusto, l’energia prodotta dalla combustione dell’alcol viene utilizzata in modo più efficiente per riscaldare l’ambiente.

Per quanto riguarda i consumi, dipendono ovviamente dalla dimensione del bruciatore e dall’intensità di utilizzo. I camini a bioetanolo sono solitamente progettati per avere un controllo del flusso di combustibile che permette di regolare l’intensità delle fiamme. In generale, si stima che un modello di questo tipo possa consumare tra 0,3 e un litro di bioetanolo all’ora.

È importante notare che, nonostante il bioetanolo sia considerato un combustibile più pulito rispetto a fonti tradizionali come il legno o il carbone, la sua combustione produce comunque anidride carbonica, un gas a effetto serra. Pertanto, è consigliabile utilizzare camini di questo tipo in ambienti ben ventilati per garantire una corretta dissipazione dei gas di combustione.

 

Gli svantaggi di un camino a bioetanolo

Nonostante i succitati e innegabili vantaggi, i camini a bioetanolo presentano anche alcuni svantaggi da considerare, a cominciare dal costo del combustibile, più elevato rispetto a quello di altre fonti di energia, come il legno. Questi dispositivi, inoltre, possono produrre meno calore rispetto ai camini alimentati a legna o gas, dunque se cerchi una fonte primaria di riscaldamento per l’intera casa, potrebbe essere necessario considerare alternative più efficienti.

Anche l’autonomia è un aspetto tra quelli meno convincenti, perché la durata del fuoco dipende dalla capacità del bruciatore e dalla quantità di alcol presente. Poiché il bioetanolo viene bruciato più rapidamente rispetto al legno, l’autonomia potrebbe essere limitata, richiedendo un riempimento più frequente del serbatoio.

Sebbene le fiamme generate offrano, come detto, un piacevole effetto visivo, sono comunque meno realistiche rispetto a quelle di un camino tradizionale alimentato a legna. Inoltre, a differenza del crepitio naturale del legno che brucia, non producono rumori simili, il che potrebbe influire negativamente sull’atmosfera complessiva.

 

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